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Tasso fisso e tasso variabile
L'eterno dilemma non sembra trovare soluzione se non nelle attitudini del singolo debitore.

Nel caso di tasso fisso, infatti, a fronte di una percentuale più alta di interessi, avremo la certezza che per nessun motivo questi potranno cambiare, anche nel caso di inflazione vertiginosa (anche se, per quest'ultimo caso, almeno normalmente, le Banche si tutelano prevedendo dei limiti minimi di interessi: controllate bene le condizioni).

Nel caso di tasso variabile, a fronte di un interesse iniziale molto basso, si rischia un aumento del tasso di inflazione e, conseguentemente, del tasso di interesse applicato. Molto interessanti (e ormai diffusissime) sono le soluzioni intermedie: un periodo a tasso fisso (di diversa durata a seconda delle Banche) e poi la possibilità di scegliere se continuare o optare per un tasso variabile (o per altre condizioni). E viceversa.

Considerate, poi, che spesso i mutui prevedono un periodo di "preammortamento". Cioè il mutuo non entra a "regime" subito dalla data della stipula del contratto, ma in un secondo momento (all'inizio, appunto, dell'"ammortamento", cioè della scadenza delle rate pattuite e indicate nell'apposito prospetto normalmente allegato all'atto). In questo periodo, il tasso sarà diverso rispetto a quello previsto a "regime". Inoltre, alcune Banche prevedono un tasso più favorevole per il primo periodo, per poi modificarlo dopo un certo periodo di tempo. Per avere un metro di riscontro, valutate sempre le condizioni del mutuo a regime.Bisogna ammettere che qualche volta è estremamente difficile capire il metodo di calcolo degli interessi praticati dalla Banca in caso di tasso variabile. Tenete presente che gli Istituti di Credito, per il calcolo degli interessi, hanno un parametro di riferimento (EURIBOR; IRS; TASSO UFFICIALE DI SCONTO; PRIME RATE ABI; RENDISTATO), che si desume da dati oggettivi (normalmente il quotidiano "Il Sole 24Ore" o pubblicazioni similari) e aggiungono a questo una certa percentuale detta "SPREAD" che viene determinato in base a dei parametri quali rapporto rata reddito,storia creditizia positiva, anzianità lavorativa e percentuale di intervento.

Oneri e accessori
Data l'enorme offerta di prodotti da parte delle Banche  anche questi oneri assumono una certa rilevanza nella scelta del mutuo.

E' necessario, pertanto, controllare con attenzione le seguenti voci:

• Istruttoria pratica
(per alcune Banche è gratuita, per altre raggiunge o supera  i 500 euro)

• Perizia
(per i mutui per l'acquisto della 1° abitazione normalmente non è richiesta; può arrivare a costare anche qualche centinaia di euro)

• Penalità per rimborso anticipato
(non è piu’ prevista con l’introduzione della legge Bersani)

• Versamento rate
(alcune Banche richiedono qualche euro per il versamento di ciascuna rata)

• Assicurazione incendio e scoppio
(obbligatoria)

• Assicurazione vita
( alcune banche la rendono obbligatoria finanziandola nel mutuo) diffidate dalle banche che vi propongono tale offerta)
 
 
 
 
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